Concerto per i Cristiani perseguitati

Eminenze, Eccellenze, Autorità, Gentili Ospiti,

è con estremo piacere che porgo a tutti Loro il mio personale ringraziamento per la partecipazione a questa serata molto importante e particolare:

 

particolare perché è la prima volta che la Banda dell’Arma dei Carabinieri si esibisce in favore e tutela della libertà di religione dei cristiani nel mondo ed è anche la prima volta che l’iniziativa di colorare di rosso scarlatto, per ricordare il sangue versato da tanti martiri cristiani, è svolta in una caserma. Che questa caserma poi sia una Scuola dei Carabinieri crea un legame unico tra le vittime in odio alla propria religione ed i tanti Carabinieri caduti nell’assolvimento del dovere;

importante perché il tema che affrontiamo questa sera va al di là della religione che ognuno di noi ha scelto di professare. Quella di poter cercare la verità e di aderire alla religione, è infatti un diritto fondamentale dell’uomo che riflette la sua più alta dignità.

La libertà religiosa non è solo quella di un pensiero o di un culto privato. E’ libertà di vivere secondo i principi etici conseguenti alla verità trovata, sia privatamente che pubblicamente, è un diritto intrinsecamente inerente alla natura umana, alla sua dignità di essere libero, ed è anche un indicatore di una sana democrazia e una delle fonti principali della legittimità dello Stato.

È inaccettabile che addirittura sussistano vere e proprie persecuzioni per motivi di appartenenza religiosa. Questo ferisce la ragione, attenta alla pace e umilia la dignità dell’uomo.

Tra il novembre 2016 e l'ottobre 2017 a causa della loro fede sono stati uccisi 3.066 cristiani mentre sono stati attaccati 15.540 edifici tra luoghi di culto, case private e negozi di credenti. Assieme ai cristiani subiscono persecuzioni anche musulmani, ebrei, copti, mormoni. Tutti individui che hanno in comune la colpa di professare una fede diversa da chi detiene il potere. Ma quello che mi chiedo come uomo e che chiedo anche a Voi, il vero potere qual è? Quello della violenza dell’oppressore o quello della resistenza e della sofferenza dell’oppresso?

Ecco, secondo me Dio è proprio lì, nella resistenza e nella sofferenza dell’oppresso e auguro ad ogni minoranza religiosa nel mondo di poter presto godere della libertà che ogni uomo e ogni donna hanno diritto di avere.

Gen. C.A. Luigi Longobardi

Comandante delle Scuole dell’Arma dei Carabinieri