LE SMI VERSO UN NUOVO ORIZZONTE

Annunciare la buona novella della salvezza è il compito di ogni battezzato, perché chi segue Cristo non può che diventare Missionario.

Questo vale in modo particolare per noi che ci chiamiamo Suore Missionarie dell’Incarnazione. Gesù ci dice chiaramente nel Vangelo: “andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo” (Mc 16,9-20). Il messaggio è esplicito: andare verso quelle popolazioni che ancora non conoscano la luce del Vangelo. Non si tratta di un andare virtuale, ma è invito ad avviarsi lasciando tutte le sicurezze e identificarci come Lui con i poveri, ad essere con loro e come loro, vivendo nella precarietà e nella rinuncia più assoluta. Proclamare così il Vangelo con la testimonianza della propria vita, vale più di mille parole. Papa Francesco dice: La gioia del Vangelo è per tutto il popolo, essa giunga sino ai confini della terra, e nessuna periferia sia priva della sua luce; è vitale che oggi la Chiesa esca ad annunciare il Vangelo a tutti, in tutti i luoghi, in tutte le occasioni, senza indugio, senza repulsioni e senza paura. Lui preferisce una Chiesa accidentata, ferita e sporca per essere uscita per le strade, piuttosto che una Chiesa malata per la chiusura e la comodità di aggrapparsi alle proprie sicurezze. È stato lui, Papa Francesco, ad orientarci verso questo nuovo orizzonte facendoci uscire da noi stessi e spingendoci sempre di più, verso le periferie umane esistenziali e del mondo. Abbiamo iniziato la nostra missione in Assam nel nord-est dell'India, il 29 luglio 2017, in collaborazione con la missione iniziale dei Padri Betharamiti. Nel Nord, il seme della fede cristiana fu impiantato da oltre cento anni da alcuni coraggiosi missionari. Le popolazioni tribali dell’Assam abbracciarono con gioia il messaggio cristiano: anche nei villaggi più remoti vi sono comunità che vivono la fede con grande devozione. I frutti dell’opera missionaria sono tante vocazioni sacerdotali e religiose e anche innumerevoli laici ferventi. Vi sono ancora la speranza delle nuove vocazioni che attendano dai missionari una vita autenticamente evangelica. La nostra missione ha luogo nel villaggio chiamato Simaluguri, nella diocesi di Guwahati, capitale di Assam, ed è la seconda metropoli più grande dell'India orientale dopo Kolkata. Nel villaggio di Simaluguri ci sono circa 640 case con circa tremila abitanti. Le tribù maggiormente presenti del posto sono Bodo, Garo, Karbi, e Adivasi. Per quanto riguarda le condizioni di vita di questi gruppi tribali, che vivono in aree remote sono davvero tristi. C’è tanta povertà e malattia, molti sono analfabeti. L’agricoltura e allevamento di bestiame li aiuta per la giusta sopravvivenza. La maggioranza delle donne lavorano nelle piantagioni del tè. La lavorazione viene fatta interamente a mano con una paga giornaliera di poche ruppie, i loro bambini sono abbandonati a loro stessi senza neanche avere la possibilità di andare a scuola. L’educazione delle comunità tribali è dunque, un punto essenziale per il miglioramento della società. Qui in Simaluguri, siamo una piccola comunità di tre suore. Stiamo avviando questa missione con tanta perplessità e difficoltà e anche con tanta fiducia e abbandono nel Signore, lasciandoci guidare da Lui per mano un passo per volta. L’apprendimento della loro lingua, che varia da tribù a tribù, da villaggi a villaggi, rimane ancora per noi un ostacolo per l’evangelizzazione. Perciò la nostra presenza è spesso silenziosa. Ancora non abbiamo una casa, ci adattiamo in un’aula della scuola. Nella nostra quotidianità, con pochi mezzi che abbiamo a disposizione, cerchiamo di vivere in semplicità l’amore di Dio e del prossimo, assimilato dal grande mistero dell’Incarnazione. Oltre l’apostolato nella scuola, ogni domenica andiamo nei diversi villaggi, visitiamo le famiglie, ci riuniamo per la condivisione della Parola di Dio. Il Vangelo viene spiegato dal sacerdote che conosce la lingua del posto. Nei villaggi affidati a noi, molti sono battezzati, grazie all’annuncio dei missionari. Oggi ci resta mantenere viva la fede, tramite l’istruzione e le cure sanitarie e soprattutto con l’esempio della vita fatta di vicinanza, di affetto e di comprensione. Vediamo che c’è molto da fare mancando nei villaggi ospedali; non vi è nessun tipo di centri di assistenza sanitaria, perciò è essenziale la cura infermieristica. Pur con tutta la nostra buona volontà, possiamo fare molto poco, perché il governo anticlericale si oppone con delle leggi insormontabili. Con questa nuova missione, prima di tutto abbiamo a cuore l’interesse e i bisogni della gente. Stare a contatto con i poveri, i malati e le loro famiglie, capire le loro necessità quotidiane e farli sentire amati. Stare con i bambini a scuola ci facilita l’approccio con le loro famiglie, ci aiuta a capire le loro condizioni di vita, i loro problemi; aiutando gli allievi deboli, spendendo per loro più tempo con il dopo-scuola, insegnando anche giochi educativi e canzoni, cerchiamo di farli sentire amati e curati, seminando nel frattempo, come ci insegna Madre Carla, i semi di bontà, di perdono e di amicizia superando le barriere delle caste e del credo religioso. Una volta appresa la lingua abbiamo a cuore di far conoscere Gesù a molte persone che lo vorrebbero, ma che non hanno avuto ancora l’occasione. In questi posti ci sono tante possibilità di future vocazioni, noi cerchiamo di fare il nostro meglio parliamo della bellezza della vita con Gesù e gli proponiamo un programma di vita affascinante da seguire. Ringraziamo di cuore la ONLUS Caritas Testimonium Servizium che ci ha dato la possibilità e la cifra necessaria per l’acquisto del terreno in questo zona dell’India ancora da sviluppare. A tutti chiediamo preghiere e aiuto spirituale e materiale per portare avanti questa nuova missione in modo da realizzare il nostro sogno di avere una casa per noi e per accogliere tanti bambini che vorrebbero stare con noi desiderose di un’educazione integrale: umana, culturale e spirituale. Affidiamo a Dio tutte le persone di buona volontà, perché questo progetto possa realizzarsi secondo la volontà del Signore per il bene di tante persone bisognose.

Ricordandovi tutti con affetto e preghiera

Sr. Sindhu Odathakal e sorelle