Avere la vita nel suo nome

Facciamo della nostra vita la manifestazione della resurrezione di Gesù, compiamo con lui il passaggio (pasqua) dalla morte alla vita amando i fratelli.

Non abbiamo paura, tocchiamo con mano, viviamo anche noi il dono dell'amore dentro ai dolori e alle paure della vita. In questo senso possiamo leggere l'invito di Gesù risorto a Tommaso ad avere fede: "metti il tuo dito nel posto dei chiodi e la tua mano nella ferita del mio costato". I discepoli, allora come oggi, siamo chiamati a vivere una nuova creazione, sulla quale il Signore risorto ha effuso il suo soffio vitale perché possiamo avere la vita nel suo nome. L'episodio di Tommaso ci invita a verificare la nostra fede.

Alla fede si arriva attraverso un cammino, lungo il quale ci sono dubbi e perplessità. Tommaso arriva a professare la fede in Cristo morto e risorto perché anche lui si trova di fronte ai segni della passione e morte: le mani forate e il costato squarciato. Sono questi segni che lo portano a riconoscere l'amore del suo Signore. La fede di Tommaso non nasce dalle prove, ma dall'amore.

Assieme agli altri discepoli, assieme alla comunità cristiana, possiamo giungere anche noi a superare le strettoie del dubbio, e confermare la nostra fiduciosa adesione con le parole di Paolo: "ho creduto in Colui che mi ha amato, e ha dato la sua vita per me".